Il trasferimento della posizione individuale dell’iscritto presso una altra forma di previdenza complementare può avvenire non prima di due anni di permanenza nel fondo.
Al momento del pensionamento sono previste due tipi di prestazione: la rendita pensionistica e la prestazione in capitale. La prestazione pensionistica complementare può essere liquidata in forma di capitale di regola fino al 50% del montante accumulato nel Fondo. Eccezionalmente la prestazione può essere erogata sotto forma di capitale per l’intero importo se la rendita derivante dalla conversione del 70% della posizione accumulata risulta di ammontare inferiore al 50% dell’assegno sociale o se, al momento del pensionamento nel regime obbligatorio, l’iscritto al Fondo pensione non ha ancora maturato i requisiti minimi previsti per l’accesso alle prestazioni pensionistiche.
Il diritto si matura se si è in possesso dei requisiti per accedere al pensionamento obbligatorio e si è iscritti da almeno 5 anni ad una forma pensionistica complementare.
La rendita viene erogata fino al decesso del beneficiario. Il Fondo stipulerà una convenzione con una compagnia di assicurazione con la quale offrirà altre tipologie di rendita come la rendita reversibile e/o certa per k anni. La rendita reversibile viene erogata al beneficiario finché questi è in vita. Alla sua morte, la rendita viene erogata al beneficiario superstite (reversionario). La rendita certa per k anni, poi vitalizia, viene erogata per un numero di anni prestabilito (anche in caso di morte del beneficiario) decorso il quale la rendita diventa vitalizia.
Al momento dell’adesione è dovuta una quota di iscrizione una tantum che ammonta ad € 10,32 di cui € 5,16 a carico del lavoratore e € 5,16 a carico dell’azienda.
La quota associativa, direttamente prelevata dal contributo a carico del lavoratore e dell'azienda, serve a coprire i costi annui di gestione amministrativa del Fondo. Il suo ammontare è determinato annualmente dall’Assemblea dei Delegati su proposta del Consiglio di Amministrazione.
I costi connessi alla gestione finanziaria sono riconducibili alle spese per la banca depositaria (la quale custodisce fisicamente il patrimonio del Fondo e controlla che siano effettuati correttamente gli investimenti) ed alle spese del gestore finanziario che effettua gli investimenti.
L’indicatore sintetico dei costi è una stima dei costi complessivi di partecipazione ad una forma pensionistica complementare calcolata facendo riferimento a un aderente-tipo che effettua un versamento contributivo annuo di 2.500 euro e ipotizzando un tasso di rendimento annuo del 4%. Nel calcolo sono presi in considerazione tutti i costi praticati da Priamo; gran parte dei costi considerati, poiché determinabili solo a consuntivo, sono basati su dati stimati. Dal calcolo sono escluse le commissioni di negoziazione, le commissioni di incentivo e le spese e gli oneri aventi carattere di eccezionalità o comunque collegati a eventi o situazioni non prevedibili a priori.
Sul montante maturato dal 1° gennaio 2007 il riscatto viene tassato (sempre sulla parte che non ha subito ancora tassazione - ovvero contributi dedotti e il TFR) al 15% (che scende dello 0,30% a partire dal quindicesimo anno di permanenza in una forma di previdenza complementare fino a un minimo del 9%) nei seguenti casi: morte dell’aderente, stato di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, cessazione dell’attività lavorativa con conseguente inoccupazione per un periodo compreso tra 12 e 48 mesi o superiore a 48 mesi, procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni. In caso di riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione per cause non rientranti nelle casistiche sopra elencate la tassazione è del 23%.
Sul montante maturato dal primo gennaio 2007 la prestazione finale, sia in rendita che in capitale, è tassata con un’aliquota del 15%, che dopo una permanenza nella previdenza complementare di almeno quindici anni, inizierà a ridursi anno dopo anno fino ad un minimo del 9%.
Sul montante maturato dal primo gennaio 2007 l’anticipazione per spese mediche straordinarie è tassata (per la parte che non ha subito ancora tassazione) al 15% (che scende dello 0,30% a partire dal quindicesimo anno di permanenza in una forma di previdenza complementare fino a un minimo del 9%). Negli altri casi l’aliquota di tassazione è il 23%.
No. Il risparmio fiscale, infatti, viene percepito dal lavoratore direttamente in busta paga, in quanto è il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, che riconosce i vantaggi fiscali.
In un fondo pensione multicomparto sono previsti più comparti di investimento. Ciascun comparto presenta un profilo rischio-rendimento differenziato; l'iscritto ha la possibilità di scegliere il comparto cui aderire in funzione del proprio profilo di rischio-rendimento, delle sue esigenze, dei suoi bisogni, dell'orizzonte temporale di permanenza nel Fondo.
E’ l’attività che sfocia nella individuazione delle varie categorie di strumenti finanziari da inserire in portafoglio al fine di attuare una efficiente gestione delle risorse avendo come riferimento un determinato orizzonte temporale, le preferenze in termini di rischio-rendimento e l'insieme delle attività esistenti.Due sono le attività di cui si compone: l'asset allocation strategica e l'asset allocation tattica.
Processo che consente di cogliere e sfruttare le opportunità di investimento anche non definite dall'asset allocation strategica, che si presentano nel breve periodo e che pertanto giustificano un temporaneo scostamento rispetto alla composizione del portafoglio di lungo periodo.
E' il parametro oggettivo di riferimento che delinea il profilo di rischio-rendimento del portafoglio gestito e che pertanto riflette coerentemente le decisioni di investimento che sono state prese in sede di definizione dell'asset allocation strategica. Rappresenta anche lo strumento rispetto al quale vengono valutati i risultati della gestione finanziaria delle risorse del Fondo pensione.
Attività mediante la quale si mira a ridurre la componente di rischiosità del portafoglio, ovvero l’insieme delle attività finanziarie acquistate dal fondo pensione, attraverso l'investimento in titoli o strumenti finanziari che abbiano caratteristiche specifiche diverse e che non siano correlati positivamente tra loro nel senso che se uno strumento finanziario aumenta il suo valore, un altro deve scendere così da diminuire il rischio di perdite.
La ‘trasformazione’ del capitale in una rendita avviene applicando i cosiddetti ‘coefficienti di conversione’ che tengono conto della vita media della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. Più alta è l’età al pensionamento maggiore sarà l’entità della rendita.
Per l’erogazione delle prestazioni in forma di rendita Priamo ha stipulato apposite convenzione con due compagnie assicurative:
- Assicurazioni Generali S.p.A. per la rendita vitalizia con maggiorazione in caso di perdita di autosufficienza (LTC – long term care)
- UGF Assicurazioni S.p.A. per tutte le altre tipologie di rendita
Esistono diverse opzioni di rendita tra le quali scegliere quella più adatta alle proprie esigenze:
• Rendita vitalizia semplice
• Rendita reversibile
• Rendita certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia
• Rendita con restituzione del capitale residuo
• Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza
Si può scegliere esclusivamente una sola delle tipologie proposte.
Se alla rendita vitalizia semplice si affiancano prestazioni ulteriori (per garantire una maggiore tutela ai propri beneficiari o eredi), il valore della rendita subirà decurtazioni più o meno sensibili.
Si ricorda che la scelta della pensione più adatta comporta la considerazione di due fondamentali fattori:
• l'esigenza che si intende soddisfare (integrazione del reddito personale, maggior tutela delle fasi di vecchiaia più avanzata, trasferimento di risorse ad altri soggetti, ......)
• l’importo di rendita che si è disposti a sacrificare per soddisfare tale esigenza, intendendo con ciò il minor valore della rata di rendita prescelta rispetto alla rata di rendita vitalizia semplice.
La rendita reversibile viene corrisposta finché l’aderente è in vita e, in seguito, al beneficiario da esso indicato se superstite. La rendita si estingue con il decesso di quest’ultimo. L’importo della rendita varia anche in base all’età del beneficiario designato per la reversibilità: quanto più esso è giovane tanto più basso sarà l’importo della rendita erogata.
La rendita certa per 5 o 10 anni e poi vitalizia viene corrisposta al pensionato o in caso di decesso ai beneficiari/eredi, per il numero di anni stabiliti dall’aderente stesso. Al termine di questo periodo la rendita si trasforma in vitalizia nel caso in cui il pensionato sia ancora in vita; si estingue nel caso in cui sia deceduto.
La rendita con restituzione del capitale residuo viene corrisposta all’aderente finché è in vita.
Al momento del suo decesso viene versato ai beneficiari designati/eredi il capitale residuo.
Il capitale residuo sarà pari all’importo maturato trasformato in rendita al netto delle rate di rendita già riscosse.
La rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita di autosufficienza, corrisposta all’aderente finché è in vita, prevede il raddoppio dell’importo erogato in caso di perdita dell’autosufficienza.
La perdita di autosufficienza dell’Assicurato principale in modo presumibilmente permanente avviene quando l’Assicurato è incapace di svolgere gli “atti elementari della vita quotidiana” di seguito riportati e per il cui svolgimento necessita di assistenza da parte di un’altra persona:
Il tasso tecnico è il tasso minimo di rendimento che viene garantito in via anticipata dalla compagnia di assicurazione al pensionato. Maggiore è il tasso tecnico previsto più alta sarà la prima rata di rendita e minore la sua rivalutazione nel tempo (si beneficia in anticipo di rendimenti futuri).
La rivalutazione della rendita è data dalla differenza tra il rendimento netto della gestione separata (rendimento annuale lordo al quale occorre sottrarre i costi della gestione stessa) ed il rendimento già anticipato dalla Compagnia di assicurazione sulla base del tasso tecnico prescelto. In ogni caso le Compagnie di assicurazione garantiscono un rendimento minimo del 2,5% annuo.
Da non dimenticare, infine, che il valore della pensione consolida le rivalutazioni finanziarie riconosciute nei vari anni, ciò significa che può solo aumentare (e mai diminuire) rispetto agli importi progressivamente raggiunti.
Le tavole demografiche sono lo strumento principale di analisi che si utilizza per definire il valore della rendita che viene pagata al pensionato. In particolare le tavole demografiche esprimono la speranza di vita attesa per ogni individuo in relazione al sesso e all’età in cui richiede la rendita.
L'esposto è una comunicazione scritta, indirizzata alla COVIP, con la quale si intendono segnalare irregolarità, criticità o anomalie relative alla gestione di un fondo pensione. E' indirizzato direttamente alla COVIP, dopo essersi rivolti al fondo, se:
• il fondo pensione interessato non ha fornito una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta;
• la risposta fornita non è ritenuta soddisfacente.
Per presentare un reclamo al proprio fondo pensione, bisogna compilare e spedire al fondo il modulo di presentazione dei reclami che si trova nella sezione “Reclami” del sito.
Se il fondo pensione non ti ha fornito una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta o la risposta fornita non è ritenuta soddisfacente, puoi segnalare la situazione direttamente alla COVIP attraverso un esposto.
Per presentare un reclamo per conto di un altro soggetto è necessario essere a ciò delegati dal soggetto interessato. In tal caso, chi effettua l'invio deve indicare chiaramente qual è il soggetto per conto del quale il reclamo è presentato e il reclamo deve contenere almeno la firma del soggetto che ha dato l'incarico o recare in allegato una copia dell'incarico conferito.
Se l’invio viene fatto da uno studio legale, un’associazione di tutela dei consumatori o un patronato, questi sono tenuti a indicare nel reclamo le proprie valutazioni, cioè gli elementi in base ai quali reputano che la situazione lamentata sia fondata.
Il reclamo devono inoltre contenere l'indirizzo del soggetto per conto del quale è presentato.
Per ottenere i necessari chiarimenti in merito alla situazione riscontrata o la soddisfazione delle proprie richieste, è necessario in primo luogo presentare un reclamo al fondo pensione, il quale è tenuto a fornire una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta.
E' possibile scrivere alla COVIP, dopo essersi rivolti al fondo, se:
• il fondo pensione interessato non ha fornito una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta;
• la risposta fornita non è ritenuta soddisfacente.
E' comunque possibile scrivere direttamente alla COVIP in situazioni di particolare gravità e urgenza, potenzialmente lesive per la collettività degli iscritti al fondo: di norma, sono tali le situazioni segnalate da associazioni o da altri organismi di rappresentanza degli iscritti.
La COVIP non prende in considerazione gli esposti anonimi.
L’invio di un esposto alla COVIP non richiede particolari formalità. L'esposto deve avere come destinatario principale la
COVIP – Commissione di vigilanza sui fondi pensione e deve essere trasmesso mediante servizio postale al seguente indirizzo
Via in Arcione, 71 - 00187 ROMA
o inviato via fax al numero: 06.69506.306
o trasmesso da una casella di posta elettronica certificata all'indirizzo:
protocollo@pec.covip.it