L’istituto del Tfr e la gestione finanziaria di un fondo pensione presentano un funzionamento molto diverso. La rivalutazione del Tfr segue una formula descritta dalla legge, mentre il rendimento del fondo pensione dipende dall’andamento dei mercati finanziari e dalle capacità del gestore.
La differenza maggiore, tuttavia, è nell’oggetto della rivalutazione. I contributi versati nel fondo pensione iniziano a maturare rendimenti fin dal loro ingresso nella gestione finanziaria. Quando il Tfr resta in azienda, invece, il calcolo della rivalutazione viene effettuato solo su quanto accumulato al 31 dicembre dell’anno precedente e non anche sugli accantonamenti effettuati nell’anno in corso.
In altre parole, immaginando a gennaio un flusso di Tfr pari a € 100, queste risorse iniziano subito a generare rendimenti se versate al fondo pensione, mentre avranno una rivalutazione solo a partire dal gennaio dell’anno successivo se lasciate in azienda.
Questo ritardo comporta una perdita di rivalutazione a carico del lavoratore che non versa il Tfr nel fondo pensione, perdita che su un orizzonte temporale molto lungo può avere effetti importanti.
Un corretto confronto necessita la considerazione anche del ritardo nella rivalutazione del Tfr.
Esempio.
Immaginiamo un flusso mensile di Tfr costante, pari a € 100 (anche cambiando importo, l’impatto relativo non cambia).
La tabella sottostante mostra l’andamento della posizione del fondo pensione considerando i tre comparti Sviluppo, Prudenza e Protezione, a partire dal mese di nascita del comparto, e del corrispondente valore del Tfr lasciato in azienda.
| Confronto per il comparto Sviluppo | |
| Posizione nel Fondo € 9.266,23 |
Tfr in azienda € 9.191,61 |
| Confronto per il comparto Protezione | |
| Posizione nel Fondo € 3.803,72 |
Tfr in azienda € 3.692,06 |
| Confronto per il comparto Prudenza | |
| Posizione nel Fondo € 814,99 |
Tfr in azienda € 802,61 |
Dati al 30 LUGLIO 2010
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