

L’adesione a Priamo è volontaria. L’azienda da cui il lavoratore dipende aderisce automaticamente ed obbligatoriamente al Fondo una volta che il lavoratore ha formalmente manifestato la volontà di aderire.
Cosa deve fare il lavoratore?
Al dipendente che intende valutare l'adesione al Fondo PRIAMO, devono essere messi a disposizione i seguenti documenti:
Per aderire il lavoratore deve compilare il modulo di adesione secondo le istruzioni e presentarla all'Ufficio del Personale della propria azienda.
Ulteriori informazioni sull’adesione al Fondo PRIAMO possono essere richieste a:
Adesione tacita lavoratori assunti fino al 30 giugno 2026
A partire dalla data di assunzione, il lavoratore dipendente assunto entro il 30 giugno 2026 ha sei mesi di tempo per decidere cosa fare riguardo al TFR che maturerà da quel momento in poi.
Nel dettaglio, i nuovi assunti non aderenti al fondo, hanno sei mesi di tempo per decidere se:
Chi allo scadere dei sei mesi non avrà espresso in maniera esplicita alcuna scelta inizierà a versare al Fondo Pensione di Priamo tutto il TFR.
Chi aderisce versando solo il TFR potrà, sottoscrivendo l'apposito modulo di adesione in un qualsiasi momento successivo, decidere di iniziare a versare il proprio contributo (nelle misure minime stabilite dai CCNL) attivando in tal modo anche l’obbligo per il proprio datore di lavoro di contribuire a Priamo.
Adesione contrattuale
Per i lavoratori a cui si applicano i CCNL Autofferotranivieri Internavigatori - Mobilità e TPL e Noleggio Autobus con conducente e le relative attività correlate è prevista una adesione automatica attraverso un contributo da parte dell'azienda, che sarà destinato alla previdenza integrativa.
Quando l’azienda avrà conferito il contributo sopra indicato, il lavoratore sarà iscritto al fondo Priamo. Qualora il lavoratore fosse già iscritto al Fondo Priamo, il contributo andrà ad integrare la posizione già in essere.
Adesione automatica per i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026
I lavoratori assunti dal 1° luglio 2026 al primo impiego nel settore privato (chiamati lavoratori di Prima assunzione) hanno 60 giorni di tempo per comunicare al proprio datore di lavoro di voler rinunciare all’adesione automatica. Rinunciando all’adesione automatica, il lavoratore potrà decidere di lasciare il Tfr in azienda o di aderire esplicitamente alla previdenza complementare.
Chi allo scadere dei 60 giorni non abbia rinunciato all’adesione automatica, inizierà in automatico a versare il Tfr, la contribuzione a carico del lavoratore e quella a carico del datore al Fondo Pensione previsto dalla normativa. Le somme versate saranno investite nel comparto di default individuato dal fondo in base alle caratteristiche richieste dalla normativa. Dopo l’adesione automatica, il lavoratore avrà la possibilità di modificare il comparto di investimento.
I lavoratori assunti dal 1° luglio 2026 che in precedenza avevano già avuto un impiego nel settore privato (chiamati lavoratori Non di prima assunzione o Riassunti) possono effettuare scelte differenti a seconda che risultino già iscritti o meno alla previdenza complementare.
Per i lavoratori non di prima assunzione che al momento della riassunzione non hanno un’adesione a un fondo pensione alimentata nei precedenti rapporti lavorativi tramite il versamento del Tfr, non scatta l’adesione automatica dopo 60 giorni dall’assunzione. L’iscrizione, per questi lavoratori, potrà avvenire in qualsiasi momento solo tramite adesione esplicita.
Per i lavoratori non di prima assunzione che al momento della riassunzione hanno un’adesione a un fondo pensione alimentata nei precedenti rapporti lavorativi tramite il versamento del Tfr, scatta l’adesione automatica dopo 60 giorni dall’assunzione.
Chi allo scadere dei 60 giorni non abbia rinunciato all’adesione automatica, inizierà in automatico a versare il Tfr, la contribuzione a carico del lavoratore e quella a carico del datore al Fondo Pensione previsto dalla normativa, che potrebbe essere differente da quello a cui già ha effettuato i versamenti. Le somme versate saranno investite nel comparto di default individuato dal fondo in base alle caratteristiche richieste dalla normativa. Dopo l’adesione automatica, il lavoratore avrà la possibilità di modificare il comparto di investimento.
I lavoratori riassunti che vogliono continuare a versare il Tfr e gli eventuali contributi aggiuntivi al fondo pensione a cui già aderiscono, entro 60 giorni dall’assunzione dovranno rinunciare all’adesione automatica, comunicando al datore di lavoro il fondo pensione a cui sono già iscritti e a cui desiderano continuare a versare il Tfr e gli eventuali contributi aggiuntivi.
In nessun caso i lavoratori riassunti che hanno un’adesione a un fondo pensione alimentata nei precedenti rapporti lavorativi tramite il versamento del Tfr possono decidere di lasciare il Tfr in azienda.
Cosa deve fare l’azienda?
Nel momento in cui riceve il modello di adesione compilato l'azienda dovrà, in concreto, verificare che:
Una volta verificati gli aspetti formali l'azienda dovrà: